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Titolo Patire le beatitudini
Collana paginealtre... lungo i sentieri della differenza
Autore Fratel MichaelDavide
Pagine 296
Tipo Pubb. Libro
Anno 2010
ISBN 978-88-6153-118-5
Prezzo 18,00



Quarta di copertina

Le Beatitudini sono l’attestazione che la realtà, così come essa è, può diventare un luogo e un modo di felicità. Sono la sfida in base alla quale si può credere che non c’è niente altro che possa rendere felici se non quello che si è e ciò che la vita ci permette di essere. Le Beatitudini sono la negazione assoluta di ogni spiritualità narcisistica e prometeica, l’antidoto divino ad ogni spiritualità da maratoneti, da superuomini o supersanti.

Le beatitudini sono una scuola di felicità. Ciò che nella tradizione antica è appannaggio esclusivo degli dei, attraverso lo sguardo di Gesù viene condiviso con tutti gli uomini che sanno vivere in modo nuovo.
Il problema è che, sospinti da stimoli e sollecitazioni, ciascuno cerca di cambiare il proprio stato di vita e le situazioni in cui vive in qualcosa di diverso. Invece, le beatitudini invitano ad accogliere quello che siamo con gratitudine e con profonda soddisfazione: aderire a ciò che siamo per rimanere integri e intatti in ciò che si è. Si tratta di rifiutare l’illusione che la vita possa assumere il suo senso pieno e il suo valore autentico solo per l’intervento di qualcosa di estraneo a se stessi.
Le Beatitudini non sono la porta di ingresso per l’alienazione che proietta i propri bisogni in un futuro utopico in cui si sublimano le proprie frustrazioni, bensì è l’accoglienza coraggiosa di quel poco su cui il molto potrà crescere naturalmente e gradatamente.

“Beato te perché sei quello che sei”.
Come suggeriscono queste pagine coinvolgenti e dense come una rara scrittura sapienziale, solo quando c’è questo riconoscimento di fondo può scattare la possibilità della relazione con se stessi e, dunque, con Dio. La beatitudine è entrare in relazione sempre più profonda.
Non è una questione morale, è una questione mistica.
È la relazione che appaga fino innalzare dalla montagna esteriore alla montagna interiore.

 

 

     
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3 commenti presenti. Media Voto 1 / 5
Pagina: 1 di 1

paola (25/05/2010)
"Mi chiedo perchè Patire le Beatitudini? Mi pongo la domanda "Cristo avrebbe voluto questo?" Questo termine "patire" è etimologicamente inequivocabile "pathein" soffrire fisicamente e spiritualmente. Sono un pò perplessa e me ne spiace"
Voto: 1 / 5


alessandra (09/04/2010)
"Ho apprezzato la SINTESI che l'autore ha fatto del panorama degli scritti patristici sul discorso della montagna. "
Voto: 2 / 5


matteo matteobompiani@libero.it (05/03/2010)
"...veramente difficile mettere mano e penna alle "beatitudini". Mi sembra che lo sforzo fatto dall'autore sia in parte riuscito anche se dal titolo, un ossimoro direi, mi sarei aspettato una esposizione più dialettica e meno analitico spirituale. "
Voto: 2 / 5




  
  

  
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