In questi giorni tutti ci rechiamo almeno col pensiero a visitare i cimiteri. Il modo di rapportarsi al mistero della morte è indice di valutazione del grado di civiltà di una società, come pure rivela il grado di umanizzazione dei singoli individui. Forse ci si reca al cimitero pensando di farlo per i propri cari, e invece lo facciamo per noi: abbiamo bisogno di misurarci sempre e continuamente con il mistero della vita nella sua complessità e completezza e questo comporta di misurarci pure con sorella morte come diceva Francesco. È un dovere irrinunciabile aiutare i nostri bambini a non occultare ma a trovare delle riposte alle domande che insorgono nella loro coscienza. Senza paura è necessario iniziare i più piccoli e i più giovani ad esprimere le loro angosce – talora inconsce – e a trovare risposta alle loro domande di senso. Il confronto con sorella morte è un momento privilegiato di questo cammino di crescita reale e globale.
La festa di Halloween è, in realtà, legata indissolubilmente alla solennità di Ognissanti. Lo è nella sua origine celtica… dovrebbe esserlo pure nella sua generalizzazione contemporanea. Ricordo ancora la mia bisnonna che mi chiedeva di aiutarla – alla Vigilia dei Santi – nel preparare accuratamente la “tavola dei morti”. Era colma di ogni ben di Dio perché i santi e i defunti trovassero qualcosa di buono passando in quella santa notte a vedere come stavano i loro cari. Naturalmente non si poteva gustarne nulla… era riservata a loro! Al mattino la tavola era rigorosamente vuota. Alla mia domanda, “nonna Ignazia” rispondeva che i santi e i defunti avevano fatto piazza pulita perché erano affamati. Da grande ho scoperto che – di buon’ora – tutto era stato distribuito ai più poveri.
L’atteggiamento che Francesco matura nei confronti della morte è quello di considerarla come la parente stretta della vita: uguale e diversa secondo la simbologia di fratello/sorella. Il libro dello Zohar osa ancora di più affermando che: «i santi non muoiono ma si sposano». Jung ha affermato che «le religioni sono dei complessi sistemi di preparazione alla morte». Forse lo stiamo dimenticando!
Fratel MichaelDavide, OSB