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  Forum  Educare oltre o...  Ai bambini e ai...  di Grazia Honegger Fresco
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Nuovo messaggio 24/10/2008 13.09
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di Grazia Honegger Fresco 
Per parlare di scuola da dove cominciare?
Ecco alcuni spunti provocatori:
- I bambini, che dovrebbero essere i protagonisti del proprio processo formativo, sono da sempre recettori passivi di adulti che parlano (in casa come a scuola, del resto) e questo a 2 come a 7 come a 12 come a 16 anni. Ci sono qua e là forme superficiali di partecipazione, ma in sostanza la realtà è un immobile pantano: è come se i bambini (o i ragazzi) avessero solo orecchie per ascoltare, dita per tenere una penna e sfogliare pagine e natiche per stare seduti. E questo è tanto più grave per quanto sono giovani.
No, i bambini e i ragazzi non sono nella mente di nessuno.
 
- I piccoli del nido sono trattati come adolescenti: tutti in gruppo a fare a comando travasi o pittura. Gli adolescenti sono trattati come bebè: monadi da tenere accuratamente separate - non devono aiutarsi, tanto meno progettare insieme. I bambini delle materne devono riempire schede, colorare figure stereotipate, imparare canzoncine (le solite!) nonché fare lavoretti, di regola “aggiustati” dalle maestre. Quanto alle elementari – strombazzate come le migliori al mondo – i ragazzini sono trattati come adolescenti: cambiano maestra ogni ora o due, hanno testi obbligatori (regalati dallo Stato) difficili da capire anche dai loro genitori; costretti a imparare tutto in astratto, aritmetica e geometria comprese, devono affrontare argomenti complessi, come ad esempio la biologia cellulare o la critica dei film.
 
- Si protesta contro il maestro unico perché oggi molti insegnanti non vogliono più fare lo sforzo di essere informati anche su storia, anche su musica, anche su… Occorrono esperti su ogni area disciplinare, neanche si fosse al liceo, e non importa se poi l’inglese è parlato da persone con forte accento piemontese o napoletano o se il disegno non ha più niente di personale e di creativo.
Perché piuttosto non si utilizzano due maestri in compresenza per condividere la cura individuale dei loro allievi, alcuni dei quali forse svantaggiati - si tratti del cosiddetto iperattivo o di quello molto lento e un po’ trasognato, del ragazzino sordo o dell’altro appena arrivato dal Maghreb? Altro che classi-ponte! In un’età così delicata e importante per la crescita, come si costruisce un’immagine unitaria e priva di pregiudizi di questo o quel bambino?
C’è una sorta di scarico di responsabilità che non si risolve nelle poche o tante riunioni tra docenti, come dimostra - e pesantemente - la vita nella scuola media, né d’altra parte gli insegnanti ricevono, negli anni della laurea o dopo, adeguata preparazione circa le differenze tra un’età e l’altra e l’attenzione sacrosanta dovuta a ogni individuo per le sue differenze personali.
No, questa non è una scuola su misura dei bambini.
 
Né quella che abbiamo né quella che vogliono con la riforma darci. È la mia idea. Volentieri mi confronto con la vostra.
 
Nuovo messaggio 10/11/2008 18.00
  greasywop
1 messaggi
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Orazio Drago Insegnante specialista d'inglese.Re: di Grazia Honegger Fresco 

Innanzitutto, pur essendo laureato in pedagogia, parlo un inglese molto simile a quello di un madrelingua istruito, accento e intonazione inclusi. Nemmeno alle superiori e nei licei linguistici si raggiungono standard così alti. Però la Gelmini mi farà fuori come specialista: 4mila solo il prossimo anno e istituirà corsi abilitanti per insegnare inglese di 150 ore. Già non funzionavano le 500 ore, nemmeno le 270 quindi figuriamoci le 150. In Svizzera occorre aver superato l'esame Cambridge Advanced per insegnare nella primaria. Quanti docenti italiani lo passerebbero? Mettiamoci pure i laureati in lingue della scuola secondaria.

L'insegnante unico della Gelmini non è frutto di riflessioni pedagogiche ma solo del bisogno di Tremonti di far cassa. Per dirla in belle parole, una spaesata Gelmini dipinge affreschi le cui sinopie sono tracciate da altri. L'esercito e i relativi finanziamenti non si toccano. Gli insegnanti non possono essere tuttologi dal momento che si riversa tutto sulla scuola spinti dall'onda mediatica di turno:  stragi del sabato sera- educazione stradale, bullismo-anger management... Le compresenze molti insegnanti coscienziosi le utilizzano per dedicarsi a coloro che hanno più bisogno. Io, ad esempio, una volta entrato di ruolo ho capito che insegnare era l'ultima cosa di cui i bambini avevano bisogno e che si aspettavano da me pertanto ho incominciato a formarmi come counselor.

Il problema vero è che la maggior parte dei bambini - almeno in Veneto e in Emilia Romagna - sono infelici, disadattati, non hanno un'esperienza emozionale corretta e già mostrano segni evidenti delle patologie che sfoceranno in nevrosi, abuso di sostanze e quant'altro. Il problema vero è di igiene mentale di cui non si può incolpare la scuola: sono i genitori o le figure parentali di riferimento che "forgiano" la personalità dei piccoli (trasmissione intergenerazionale-eredità psichica CFR. RELAZIONI FERITE della Meridiana). Potrebbe essere utile dare vita alla PSICOTERAPIA DELLA SCUOLA - ma al momento attuale esiste solo quella della famiglia.

Sono felice che mio figlio Alessio - FIGLIO SERENO DI AMORE SMARRITO - viva con la mamma in Slovacchia dove la trasmissione intergenerazionale della funzionalità e disfunzionalità non è molto meglio che da noi, però c'è una società e genitori soprattutto che non hanno rinunciato ad educare. A proposito nella classe di mio figlio ci sono 6 insegnanti: TRIEDNA UCITELKA-insegnante di classe, religione, motoria, inglese, musica e canto e una disciplina che mi ricorda le ATTIVITA' MANUALI E PRATICHE di quando frequentavo le elementari negli anni 70. La scuola può far poco se non si inserisce in un solco che la famiglia ha già iniziato a tracciare. I bambini sono destrutturati e più che ipercinetici - come sostiene qualche psicoterapeuta - hanno sintomi di disordini da stress post-traumatico (il trauma cumulativo provocato da genitori che soddisfano abbondantemente solo i bisogni materiali ma rimangono molto in basso nella piramide di Maslow) per cui i bambini sono sempre in moto e in movimento per sfuggire, EVITARE di provare sentimenti spiacevoli: solitudine, incomprensione, mancata attenzione ai loro vissuti psicologici ed emozionali).

Alla scuola non si deve togliere personale ma occorre qualificarlo, regolare bene le ammissioni in ruolo: salute mentale dei futuri docenti, aspetto vocazionale, competenze socio-relzionali, conoscenze psicologiche e non solo cultura e didattica.

Il problema è complesso e penso che non si possa risolvere al momento attuale. Viviamo in un mondo dominato da un'economia senza etica; le grandi corporations dettano legge ai politici che non hanno - in gran parte - la statura morale non solo per affrontare ma addirittura per capire i bisogni di chi governano.

A me non resta che continuare ad amare i miei alunni e cercare di fare il meglio che posso per il loro inglese e soprattutto per la loro vita. Tuttavia, da questa scuola povera sto pensando di andarmene. Mi sembra di lottare contro i mulini a vento: i miei alunni sentono il mio amore e nonostante mi facciano morire - non sono capaci di autocontrollo - mi amano e apprezzano. Però non posso dare un contributo significativo se i genitori sono così malconci... Forse meglio, tradurre, scrivere o realizzare i miei sogni: vivere in Inghilterra per un po' e morire A REAL ENGLISHMAN dal punto di vista linguistico e in Slovacchia per stare più vicino a mio figlio - l'amor  è più forte della geografia e non si fa sconfiggere da meridiani e paralleli; nemmeno dalla morte nevrotica della madre - e imparare lo Slovensko.

For me ENGLISH is PASSION, OBSESSION,something I couldn't live without. BE DELIRIOUSLY HAPPY, Orazio.

 

 
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