Non c’è pace neanche per i morti. Non c’è più posto nei cimiteri di Gaza. Ma tanto la gente, per paura di non arrivarci, neanche si azzarda ad andarci. Ormai si seppellisce un po' dappertutto. Secondo i medici e le Nazioni Unite sono morte quasi mille persone. Militante più militante meno. Bimbo più bimbo meno.
I fratellini Samouni sono stati uccisi durante uno degli ultimi bombardamenti; quando i genitori sopravvissuti hanno con fatica raggiunto il cimitero di Gaza City, l'unico camposanto in uno spazio aperto, i becchini hanno detto che non c'era più posto. Neanche per tre corpicini. I genitori si sono messi a girare per le tombe bianche cercando quella di una vecchia zia morta molti anni prima. È con lei che ora riposano i tre fratellini. Il buco e stato riaperto, le ossa della zia sono state delicatamente messe di lato per far posto ai piccoli morti.“In genere si cerca dove è stata sepolta la nonna, uno zio, la mamma”, dice Omar, il becchino del cimitero di Sheik Radwan, che dovrebbe essere chiuso, “e vi si seppellisce il resto della famiglia”.
La tomba di Moyhideen, ucciso lo scorso maggio durante un raid israeliano contro i militanti di Hamas, è stata riaperta per ospitare il fratello, Kamel di 22 anni ucciso martedì scorso in un altro attacco aereo. Un'altra famiglia è arrivata, invece, con il figlio di 14 anni, morto per le ferite riportate durante un altro attacco. La prima cosa che Omar ha chiesto loro è se avevano qualche parente gia sepolto. “Ho seppellito un poliziotto nella tomba di sua madre. Ho seppellito tre fratelli in un buco. Ho seppellito bambini con le loro madri. Ora l'importante e seppellire tutti”, dice Omar, “ma non c’è più posto a Gaza”.